Scontri e morti in Iran, Usa: diritti violati
28 Dicembre, 2009

TEHERAN - Sono oltre 15 i morti negli scontri di ieri in Iran tra dimostranti e polizia. Lo riferisce la tv di Stato. “Oltre quindici persone sono state uccise durante i disordini” di domenica a Teheran, ha riferito la tv di Stato citando il ministero dell’Intelligence iraniano. Tra i morti, “piu’ di dieci appartenenti a gruppi anti-rivoluzionari” e “cinque persone uccise da gruppi terroristici”.
TEHERAN - Il leader dissidente iraniano Ebrahim Yazdi e’ stato arrestato stamani dalle forze di sicurezza della Repubblica islamica. Lo riferisce il sito web iraniano Jaras, vicino all’opposizione.
di Alberto Zanconato
TEHERAN - E’ stata la giornata più sanguinosa in Iran dopo le manifestazioni anti-governative dell’estate scorsa. Decine di migliaia di oppositori, fra cui molte donne, sono tornati in piazza in occasione dell’Ashura e negli scontri che ne sono seguiti con le forze di sicurezza, proseguiti anche nella tarda serata, diverse persone sono rimaste uccise: cinque stando alle fonti ufficiali. I siti dell’opposizione parlano di almeno quattro morti a Teheran e altri quattro nella città nord-occidentale di Tabriz, mentre notizie di disordini arrivano anche da numerose altre città, tra cui Isfahan, Shiraz a Qom. La polizia ha annunciato che 300 persone sono state arrestate nella sola Teheran. Il sito dei parlamentari riformisti Parlemanews ha reso noto che nella capitale è rimasto ucciso da un colpo d’arma da fuoco anche Seyed Ali Mussavi, nipote del leader dell’opposizione, Mir Hossein Mussavi. Il giovane, secondo alcune fonti, aveva 20 anni, secondo altre 35. La polizia ha dapprima negato che vi fossero morti fra i dimostranti e che agenti anti-sommossa o miliziani islamici Basiji che li appoggiavano avessero aperto il fuoco sulla folla. “Le forze di sicurezza non erano nemmeno in possesso di armi da fuoco”, ha affermato il capo della polizia di Teheran, Azizollah Rajabzadeh. Ma in serata la televisione di Stato ha ammesso che a Teheran vi sono stati “diversi morti e feriti da entrambe le parti”. Citando il vice-capo della polizia della capitale, l’emittente in lingua inglese PressTv ha poi detto che le vittime sono state cinque, minimizzando sulla portata degli incidenti. Due delle vittime, stando all’emittente, sarebbero morte investite dopo essere state investite da un’auto mentre una terza serebbe caduta giù da un ponte. Press Tv aveva annunciato che fra i morti c’é anche il nipote di Mussavi, ucciso da “aggressori sconosciuti”. Ma successivamente la stessa Press Tv ha citato la polizia secondo cui l’uomo ucciso non era parente del leader dell’opposizione. Per la serata il tam-tam della controinformazione aveva annunciato nuovi raduni e dal sito dell’opposizione Jaras è arrivata puntuale la notizia di nuovi scontri e di lancio di gas lacrimogeni da parte della polizia a Azadi e Engelab, due importanti piazze della capitale iraniana. Il centro di Teheran si è trasformato in un campo di battaglia fin da metà mattinata, quando molti oppositori sono scesi nelle strade rispondendo agli appelli circolati su Internet che li chiamavano a far risentire la loro voce per la ricorrenza dell’Ashura, quando si commemora il terzo Imam sciita, Hossein, ucciso a Kerbala nel 680. L’area interessata agli scontri è stata vastissima. Si va dalla Piazza Imam Hussein, a est, alla Piazza Enghelab, ad ovest, distanti alcuni chilometri fra di loro. Ma incidenti sono stati segnalati anche sulla Piazza Ferdowsi, sul Viale Vali Asr e sul Viale Hafez. Lungo quest’ultima arteria, in particolare, testimoni hanno riferito di aver visto dimostranti dare alle fiamme due veicoli della polizia e mettere momentaneamente in fuga le forze di sicurezza schierate su un ponte stradale. In un caso alcuni dimostranti si sono impadroniti di un camion dei vigili del fuoco e hanno usato l’altoparlante per scandire slogan, subito ripresi dagli altri manifestanti. Tra i più gridati, quelli di ‘Morte al dittatore’ e ‘Oh Hossein, Mir Hossein’, in cui venivano associati i nomi del terzo Imam a quello del leader dell’opposizione. Un po’ ovunque i dimostranti hanno dato fuoco anche a molti cassonetti delle immondizie per proteggersi con il fumo dall’effetto dei lacrimogeni. Mentre elicotteri continuavano a volteggiare sopra il teatro della battaglia. Intanto venivano bloccate le linee dei cellulari nelle aree centrali della città e, come sempre in occasione di manifestazioni dell’opposizione, veniva filtrato l’accesso a molti siti Internet. La PressTv ha dato notizia di una contromanifestazione organizzata da sostenitori del presidente Mahmud Ahmadinejad sempre nel centro di Teheran, oltre che dell’arresto di alcuni “terroristi” dei Mujaheddin Khalk, gruppo che conduce da anni la lotta armata contro il regime degli ayatollah. Stando all’emittente, avevano seminato il panico aggredendo gruppi di fedeli che partecipavano ai cortei dell’Ashura. Siti dell’opposizione riferiscono di scontri avvenuti anche a Najafabad, città natale del grande ayatollah dissidente Hossein Ali Montazeri, dove la tensione è alta fin da domenica scorsa, quando è stata annunciata la morte del leader religioso. La dura repressione delle proteste è stata fermamente stigmatizzata dal presidente americano Barack Obama e dalla Francia. Anche il governo italiano ha condannato le violenze con una nota diffusa dalla Farnesina in cui si afferma tra l’altro che “la salvaguardia della vita umana costituisce un valore fondamentale che va difeso ovunque ed in qualsiasi circostanza”.
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