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Agenti del WWF sorprendono presidente associazione dei cacciatori

30 Novembre, 2009

logowwfsalerno2Il bracconaggio nella nostra provincia è radicato e diffuso in ogni angolo del territorio provinciale e ovunque assume forme variegate, ma pur sempre distruttive per la fauna selvatica. Durante la giornata di sabato gli agenti del Nucleo GG.PP.GG. del WWF di Salerno hanno concentrato i propri sforzi per l’individuazione e la repressione del fenomeno della caccia illegale agli uccelli acquatici, che in questo periodo migrano e cercano rifugio dopo estreme fatiche, nella Piana del Sele. Questi uccelli, cercando la salvezza in specchi d’acqua, sono purtroppo attratti da quello che credono il richiamo dei propri simili, cadendo invece nella trappola dei bracconieri, che non esitano, ad utilizzare riproduzioni registrate del loro canto al solo fine di “ammazzarli”. A tale scopo un gruppo di circa 15 Agenti WWF, coordinati da Alfonso Albero e una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Borgo Carillia-Altavilla Silentina, agli ordini del M.llo Vincenzo Cardiello, si sono portati nel comune di Eboli per procedere al controllo dei numerosi laghetti artificiali, che i cacciatori sono soliti realizzare per attirare le anatre selvatiche. In particolare, giunti in prossimità di uno di questi, è stato udito distintamente il suono di un richiamo acustico vietato, che i bracconieri utilizzavano dall’interno di un capanno di legno utilizzato come appostamento fisso. A tal punto gli agenti, senza farsi scorgere dagli occupanti del capanno, si sono avvicinati ed hanno fatto irruzione bloccando i bracconieri proprio nel momento in cui uno di questi, accortosi di essere stato scoperto, stava cercando di spegnere il richiamo e di occultarlo. Ci sono stati momenti molto concitati e solo quando gli animi si sono placati, la tensione ha lasciato spazio all’enorme stupore di scoprire che la persona che manovrava il richiamo acustico, altri non era che un noto esponente provinciale presidente di un’associazione di cacciatori, presente a vario titolo all’interno dell’associazionismo venatorio in provincia di Salerno. L’episodio, già grave in sé, se si pensa che queste persone, dovrebbero essere di esempio per tutti i propri associati, è ulteriormente aggravato dal fatto che la persona fermata fu sorpresa l’anno scorso e denunciato per lo stesso tipo di reato. Lo stesso dicasi per un altro dei tre bracconieri fermati, anch’egli sorpreso ad utilizzare richiami vietati. Questa volta però le sanzioni non si sono limitate alla sola denuncia per aver utilizzato mezzi di caccia vietati, perché per la prima volta è stato posto sotto sequestro anche l’appostamento fisso perchè privo di autorizzazione provinciale e permesso a costruire, quindi abusivo a tutti gli effetti. Questa è, dunque, anche l’occasione di chiedere alla Provincia una maggiore attenzione sul problema degli appostamenti fissi, che risultano numerosi nell’intero territorio provinciale, ma quasi mai autorizzati. Dopo aver accertato le ipotesi di reato, i tre bracconieri sono stati invitati presso gli Uffici della Stazione di Borgo Carillia per redigere gli atti di natura penale, nonché i verbali amministrativi per gli illeciti accessori, che complessivamente nella giornata hanno fatto elevare sanzioni per circa 3200 euro. In particolare, al presidente è stato contestato anche l’esercizio della caccia senza licenza, che oltre alla denuncia penale prevede la sanzione per tutte le tasse dovute e non pagate (per un totale di circa 1800 euro).

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